Kilim


Cos’è il Kilim
 
Kilim è una parola turca che indica un tappeto a tessitura liscia caratterizzato da motivi decorativi strettamente legati alla cultura che li ha prodotti.

 


 

Le aree geografiche per tradizione produttrici di kilim sono l’Africa Settentrionale, l’Anatolia, la Persia, il Caucaso, l’Afghanistan e l’Asia Centrale. In queste zone le tribù nomadi, perennemente in cammino per condurre al pascolo le capre e le pecore, e le popolazioni stanziali del deserto hanno dato vita a stoffe variopinte che permettessero loro di proteggersi dal caldo e dal freddo e di ripararsi dalle intemperie. Il kilim è così diventato elemento essenziale di tali popolazioni, fino a scandirne i momenti più importanti della vita, come ad esempio il matrimonio. Ancora oggi, in molte di queste zone, si producono tappeti di grande qualità e bellezza, spesso destinati al mercato occidentale.




Storia del kilim

Risalire alle origini del kilim è estremamente difficile, se non impossibile, a causa della sua deperibilità. I frammenti più antichi tessuti lisci che siano stati rinvenuti risalgono al VII secolo a.C. e provengono dalla Penisola Anatolica. Fu la dominazione araba, successiva all’invasione del 641 d.C., che ispirò in molti paesi del Mediterraneo la pratica della tessitura, la quale visse il suo periodo d’oro fra il VII e il XVIII secolo.

 


 

Durante questo millennio, nomadi e abitanti dei villaggi produssero kilim che furono utilizzati come tappeti, cuscini, borse da legare agli animali, sacchi per il trasporto di cibo e vestiti.
Erano ovviamente le donne a realizzare il lavoro, riprendendo e tramandando sui tessuti i simboli della propria tradizione familiare e tribale, pur aggiungendovi qualcosa di nuovo creato dal proprio estro personale.

Una pratica molto diffusa, in passato come ancora oggi, era il dono dei kilim alle moschee, che assolveva alla prescrizione coranica della carità: grazie a queste donazioni le moschee sono divenute luoghi fondamentali per ricostruire la storia dei tappeti annodati e lisci.
A partire dalla fine del XIX secolo si è registrata una richiesta sempre più pressante di kilim a livello internazionale. Questo ha provocato un cambiamento nello stile di vita delle popolazioni nomadi e rurali, che hanno perso in parte la loro indipendenza per mettersi al servizio della produzione di kilim.

Il collezionismo di kilim è iniziato relativamente tardi, almeno rispetto a quello dei tappeti annodati, e risale agli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, quando alcuni architetti di interni hanno scoperto la bellezza e la versatilità di questi tessuti, utilizzabili in moltissimi modi.

I kilim “vecchi” sono ovviamente i più ricercati dai collezionisti, ma sono anche difficili da reperire e hanno prezzi molto elevati. La produzione di kilim nuovi è ormai affermata in molti paesi, in particolare in Anatolia, e soddisfa la grande richiesta di questi tessuti i tutto l’Occidente.

Il kilim moderno

La produzione commerciale dei kilim moderni in Turchia è nata agli inizi degli anni ’80, a seguito della sempre crescente richiesta del mercato. Nonostante i materiali e le tecniche siano cambiate rispetto ai secoli precedenti, il kilim turco viene ancora realizzato in tempi lunghi e su telai verticali dalle donne che tessono in casa durante il loro tempo libero. I motivi decorativi riprendono quelli tradizionale, con poche variazioni dettate dalla fantasia delle tessitrici.

Le regioni dell’Anatolia dove la produzione dei kilim moderni è maggiormente diffusa sono quelle occidentali e centro-occidentali: Kayseri, Malatya, Konya, Denizil, Eşme, Uşak. I kilim di Konya sono particolarmente pregiati perché realizzati con lana filata a mano e tinti con colori naturali.




Motivi decorativi

 


 

I kilim turchi si contraddistinguono per la varietà e la ricchezza dei disegni, oltre che per la luminosità dei colori.

La tecnica di tessitura del kilim pone dei limiti ai motivi decorativi, che risultano prodotti da forme geometriche come triangoli, rombi, gradini, angoli di novanta e quarantacinque gradi. Tuttavia queste forme si sono lentamente evolute in disegni sempre più sofisticati e complessi, che rispecchiano le tradizioni delle varie comunità tribali, in particolare la loro religione e l’insieme di credenze e superstizioni che le caratterizzano.

Molto popolari sono i simboli legati a pratiche religiose, come l’arco o mihrab (la nicchia verso cui si prostrano i fedeli nelle moschee), frequente sui tappeti da preghiera, o la testa di animale, che riprende le teste bronzee rinvenute in molti cimiteri come offerte votive.

La stella è forse il motivo ornamentale più diffuso, nella sua forma semplice a otto punte o nelle forme evolute con punte uncinate che l’avvicinano a un granchio o a un ragno.

Altri motivi ricorrenti sui kilim sono legati al mondo femminile (ornamenti come gli orecchini, il pettine, il cofanetto, ecc…), alla vita in generale (l’acqua che scorre, simbolo della vita stessa), alla superstizione (l’amuleto, la croce, lo scorpione), alla vita dopo la morte (l’uccello, simbolo dell’anima del morto, o l’albero della vita, simbolo di immortalità).

Tutti questi simboli, e molti altri ancora, vengono a comporre quadri variopinti di carattere prevalentemente geometrico, dando origine a composizioni diverse per disegni e colori a seconda delle zone di provenienza dei kilim.



Manutenzione del kilim

Come tutti i tessuti, il kilim necessita di cure e manutenzione, ovvero di essere pulito periodicamente e restaurato in caso di usura. E’ sconsigliabile lavare i kilim in casa: meglio mandarli in tintoria a intervalli regolari per pulire la lana dalle impurità, ridare forza ai colori e rafforzare la struttura. Lo sporco infatti corrode lentamente il tappeto.

 


 

I kilim sopportano bene il peso dei mobili, ma lo sfregamento può danneggiarli, per cui si consiglia di attaccare pezzetti di feltro sotto le gambe dei mobili.

Attenzione all’umidità che è il percolo più grande per i kilim e i tappeti in genere. Nel caso in cui il kilim necessiti di una riparazione, è bene consultare un restauratore professionista, il quale saprà valutare se sia conveniente o meno affrontare la spesa.



 


 
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